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giovedì 23 novembre 2017

Normativa: Diritto d’autore, Bonomo (Pd): la creatività vale, valorizziamola

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Diritto d'autore, Bonomo (Pd): la creatività vale, valorizziamola


Domani venerdì 24 novembre ore 9:30 sala Nilde Iotti Camera dei Deputati incontro fra i principali player del mercato dei diritti d'autore

"Il percorso di rinnovamento è ancora all'inizio: molte sfide attendono tutti gli operatori di un settore che ha visto negli ultimi anni una vera e propria rivoluzione tecnologica. Per affrontarla e trarne benefici abbiamo bisogno di strumenti normativi moderni ed efficaci. Quanto fatto finora è un passo avanti, ma molto ancora resta da fare e bisogna farlo con la collaborazione di tutti, senza difendere rendite di posizione ormai anacronistiche, ma anche senza sacrificare un secolo di storia, di esperienza e di best practice. Quello che più conta è garantire a tutti i livelli gli autori, che con il loro lavoro aiutano il progresso culturale del nostro Paese. Ecco perché abbiamo scelto questo titolo: essere tutelato e protetto è il vero diritto di ogni creativo e uno stato moderno lo deve garantire in ogni modo. La creatività è un valore: valorizziamola". 

Lo dichiara la deputata Pd, Francesca Bonomo, prima firmataria di una proposta di legge sul riordino del diritto d'autore recepita nel Dl Fiscale e organizzatrice dell'incontro "#dirittidautore: la creatività vale, valorizziamola" che si terrà domani presso la Sala Nilde Iotti della Camera dei Deputati.

"Dall'approvazione del decreto fiscale al Senato le regole per la gestione della raccolta dei diritti d'autore sono cambiate - spiega la deputata Pd Bonomo -. Il regime di monopolio legale è stato superato e anche l'Italia si è allineata alle legislazioni degli altri stati europei. 

Domani nella sala Nilde Iotti della Camera dei Deputati incontreremo i principali player del mercato dei diritti d'autore per analizzare insieme cosa cambia dopo il recepimento della Direttiva Europea 26/2014 e la conseguente riforma del settore".

Domani saranno presenti Tommaso 'Piotta' Zanello che da sempre ha seguito la nostra attività; i produttori teatrali Marioletta e Ferdinando Bideri; gli attori Melania Giglio, Giordano Petri e Alessandro Asfaldo. Il cantante Emiliano Wufer ed il giovane direttore artistico Teatrale Daniele Salvo.

Dopo i saluti iniziali, nel primo panel si confronteranno giuristi e politici. Modererà l'incontro Andrea Romano, direttore di Democratica e deputato Pd. Si alterneranno Mario Franzosi, professore e avvocato, esperto di diritto industriale e intellettuale italiano, Gustavo Ghidini, Professore di Diritto industriale, Luca Scordino, avvocato e consigliere di gestione SIAE, Guido Scorza, avvocato e docente di diritto delle nuove tecnologie. Sono inoltre previsti interventi dell'eurodeputato Brando Benifei e di altri esponenti della politica e delle istituzioni. Il secondo panel è invece interamente dedicato agli operatori di settore. 

Con la moderazione del giornalista e autore Giorgio Caroli si confronteranno: Giuseppe Abbamonte, Direttore del dipartimento di Media policy della DG Connect; Antonio Nicita, componente AGCOM; Gaetano Blandini DG SIAE; Davide D'Atri, Ceo di Soundreef; Stefano Selli, Direttore delle relazioni istituzionali Italia, Mediaset e Stefano Ciullo, Responsabile European Affairs Sky Italia. A rappresentare il governo, infine, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari Europei,Sandro Gozi.



Per gli accrediti stampa è possibile registrarsi all'indirizzo: dirittidautore24novembre@gmail.com



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sabato 18 novembre 2017

Normativa. #FaidaFiltro Si approvi subito la legge che vieta le microplastiche nei cosmetici

#FaidaFiltro, si approvi subito la legge che vieta le microplastiche nei cosmetici

L'appello lanciato dalle associazioni ambientaliste già sottoscritto da molte personalità del mondo della ricerca scientifica, dello spettacolo, dello sport, del mondo produttivo e dai rappresentanti delle aree protette italiane. 

Tra i primi firmatari Piero Angela, Giovanni Soldini, Luca Mercalli, Andrea Camilleri. 

Ecco i risultati dell'indagine preliminare MedSharks/CleanSeaLife sulla presenza di microplastiche nei cosmetici in vendita in Italia riguardante 81 prodotti di 37 aziende cosmetiche che contengono polietilene.

Saponi, creme, gel, dentifrici: sono tantissimi i prodotti cosmetici in commercio che contengono al proprio interno frammenti o sfere di plastica di dimensione inferiori a 5 millimetri. 

L'industria cosmetica utilizza, infatti, microplastiche come agente esfoliante o additivo in diversi prodotti di uso quotidiano. 

Quello che molti consumatori ignorano è che queste microplastiche non vengono trattenute dai sistemi di depurazione e finiscono così direttamente in mare. Le microplastiche generano un inquinamento incalcolabile e irreversibile. 

Lo stesso Rapporto Frontiers 2016, rilasciato dall'UNEP, inserisce l'inquinamento da microplastiche negli oceani tra le sei minacce ambientali emergenti. Molti studi confermano che una volta in mare queste vengono ingerite dalla fauna, assieme alle sostanze tossiche accumulate. Il rischio è anche lo squilibrio della catena alimentare: pesci e molluschi contaminati da plastica e inquinanti possono finire così sulle nostre tavole.                

Per questo Marevivo, Legambiente, Greenpeace, Lav, Lipu, MedSharks e WWF, lanciano l'appello #Faidafiltro, per chiedere al presidente del Senato Pietro Grasso e a tutti i Senatori di approvare al più presto la proposta di legge per la messa al bando delle microplastiche nei cosmetici, già licenziata dalla Camera un anno fa. Le associazioni chiedono di seguire la strada già tracciata da molti altri paesi che si stanno adoperando per implementare normative adeguate contro questi inquinanti, tra cui gli Stati Uniti, che hanno proibito la produzione di cosmetici contenenti microplastiche da luglio 2017.

L'appello – presentato questa mattina a Roma nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica alla presenza di Rosalba Giugni, presidente Marevivo; Stefano Ciafani, direttore generale Legambiente; Eleonora de Sabata, presidente MedSharks; Giuseppe Marinello, presidente commissione ambiente del Senato; Ermete Realacci, presidente commissione ambiente della Camera – ha già visto l'adesione di molte personalità del mondo della ricerca scientifica, dello spettacolo, dello sport, del mondo produttivo: da Maria Cristina Fossi, esperta mondiale dell'interazione delle microplastiche sulla fauna marina, al fisico Valerio Rossi Albertini; da Piero Angela a Don Luigi Ciotti; da Giovanni Soldini a Licia Colò; da Neri Marcorè a Nicola Piovani. Non mancano all'appello i Parchi nazionali e le Aree marine protette e neanche l'industria: dal Presidente di Corepla agli amministratori delegati di Novamont Spa, Weleda Italia, L'Erbolario e Lush Italia, tra gli altri. C'è anche il comparto pesca rappresentato dall'Alleanza delle Cooperative Italiane - Settore pesca e da Mareblu.

"Oggi il tema dei rifiuti in mare e sulle spiagge è una delle nuove emergenze a livello globale e la plastica è la maggiore componente – denunciano le associazioni ambientaliste promotrici dell'appello -. Si stima che ogni anno finiscano nel mare e negli oceani 8 milioni di tonnellate di plastica e, secondo le Nazioni Unite, se non si interviene subito nel 2050 in mare ci sarà più plastica che pesci. Quello che ci preoccupa è poi l'inquinamento invisibile e incalcolabile legato alle microplastiche. Le fonti sono diverse, comprese le migliaia di microparticelle di plastica contenuti nei prodotti per la cosmesi che ogni giorno arrivano in mare direttamente dagli scarichi. Una fonte questa, che si può eliminare da subito, mettendone al bando l'utilizzo".

Per quanto sia solo una delle fonti di inquinamento da marine litter, secondo una ricerca di Eunomia, le microplastiche contenute nei cosmetici rappresentano comunque una sorgente non trascurabile stimata tra duemila e novemila tonnellate di particelle rilasciate ogni anno.
                                              
"Sono molti i Paesi che si stanno adoperando per implementare normative adeguate, tra cui gli Stati Uniti, che hanno proibito la produzione di cosmetici contenenti microplastiche da luglio 2017. In Europa, Francia e Regno Unito stanno andando nella stessa direzione – si legge ancora nell'appello -. Alla luce di tutto questo non è più possibile rinviare l'approvazione della norma, sollecitata da Marevivo e Legambiente e nata da una proposta di legge di Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente della Camera, per la messa al bando delle microplastiche nei cosmetici approvato alla Camera il 25 ottobre 2016, e da un anno ancora in attesa di approvazione al Senato".

Per l'occasione sono stati anche presentati i risultati preliminari dell'indagine sulla microplastica contenuta nei prodotti cosmetici in vendita in Italia realizzata dall'associazione MedSharks con il supporto tecnico del CNR ISMAC Biella, Università del Salento e Università degli Studi Roma Tre. Lo studio rientra nell'ambito del progetto di sensibilizzazione sui rifiuti marini Clean Sea Life, progetto co-finanziato dal programma LIFE della Commissione Europea e ha come capofila il Parco Nazionale dell'Asinara.

L'inchiesta si è concentrata sul polietilene (PE) che, secondo l'Associazione europea dei produttori cosmetici Cosmetics Europe, rappresenta il 94% delle microplastiche contenute nei prodotti cosmetici.

La ricerca è stata condotta finora su un campione casuale di 30 punti vendita (profumerie, farmacie, parafarmacie e supermercati) in otto regioni italiane, e ha riguardato 81 prodotti di 37 aziende cosmetiche che contengono polietilene. La maggior parte (circa l'80%) è costituita da prodotti da risciacquo: esfolianti per corpo e viso, saponi struccanti e un prodotto antiforfora. Il polietilene è presente anche in creme per donna e per uomo. In metà di questi prodotti, il polietilene è inserito nelle prime quattro posizioni degli ingredienti, dopo l'acqua. Alcuni fra i prodotti con la maggior concentrazione di polietilene sono in vendita anche negli scaffali dei prodotti naturali ed esaltano una particolare attenzione per l'ambiente. 

L'analisi quantitativa eseguita dal CNR ISMAC di Biella su un prodotto che elencava il polietilene come principale ingrediente dopo l'acqua, ha stimato una media di 3.000 particelle di plastica di dimensioni fra i 40 e i 400 micron per ogni ogni millilitro di prodotto: in un flacone da 250ml sarebbero quindi presenti 750.000 frammenti di polietilene, per un peso totale di 12 gr.

Nel corso dell'indagine in questo, come in altri due prodotti, il polietilene è stato sostituito da prodotti naturali quali silica e perlite.

Firmatari appello #FaidaFiltro

Associazioni ambientaliste

Donatella Bianchi, Presidente WWF Italia
Rossella Muroni, Presidente Legambiente
Fulvio Mamone, Presidente LIPU
Gianluca Felicetti, Presidente LAV
Rosalba Giugni, Presidente Marevivo
Eleonora de Sabata, Presidente MedSharks
Fuoco Pratesi, Presidente Onorario WWF
Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo Greenpeace Italia

Ricerca/Scienza/Università

Stefano Aliani, Responsabile Istituto Scienze Marine del CNR di Lerici
Antonella Arcangeli, ISPRA - Dip. Difesa della Natura, Servizio tutela della biodiversità
Giandomenico Ardizzone, Prof. di Ecologia, Università La Sapienza di Roma
Ferdinando Boero, Prof. di Zoologia e Biologia Marina, Università del Salento
Nicolò Carnimeo, Prof. Diritto della navigazione e del trasporto, Università degli Studi di Bari e scrittore
Cristina Corazza, Sub Commissario ENEA
Cesare Corselli, Prof. Dipartimento di Scienze dell'ambiente e del territorio e di scienze della terra, Università degli Studi di Milano Bicocca
Maria Cristina Fossi, Prof. Dipartimento Scienze fisiche, della Terra e dell'ambiente,
Università degli studi di Siena
Emmanuele Emanuele, Presidente Fondazione Terzo Pilastro Italia- Mediterraneo
Marco Faimali, Responsabile ISMAR-CNR Istituto di Scienze Marine di  Genova
Antonio Mazzola, CONISMA
Loris Pietrelli, ricercatore ENEA
Giuseppe Notarbartolo di Sciarra, Thetys
Enzo Pranzini, Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli Studi di Firenze
Giulio Pojana, Prof. Università Ca' Foscari di Venezia
Francesco Regoli, Vice Direttore Dipartimento di Scienze della Vita e dell'Ambiente, Università Politecnica delle Marche
Leonardo Tunesi, ISPRA - Capo Area Tutela Biodiversità Habitat e Specie Marine Protette
Valerio Rossi Albertini, Fisico
Plastic Busters

Personalità

Pino Ammendola; Gianfranco Amendola; Piero Angela; Bruno Arpaia; Bandabardò; Leonard Bundu; Giusy Buscemi; Andrea Camilleri; Luca Carboni; Alessandro Cecchi Paone; Don Luigi Ciotti; Licia Colò; Debora Caprioglio; Leonardo Ferragamo; Maria Cristina Finucci; Staffan De Mistura; Tessa Gelisio; Roberto Giovannini; Manuela Kustermann; Marisa Laurito; Neri Marcorè; Mita Medici; Luca Mercalli; Jan Michelini; Roy Paci; Alfonso Pecoraro Scanio; Piero Pelù; Nicola Piovani; Folco Quilici; Federico Rampini; Alberto Luca Recchi; Edo Ronchi; Beppe Rovera; Paola Saluzzi; Giovanni Soldini; Filippo Solibello; Dario Vergassola; Francesca Vettori; Alessandro Preziosi.

Aree protette

Giampiero Sammuri e Tore Sanna, Presidente e Vicepresidente di Federparchi
Tommaso Pellegrino, Presidente Parco Nazionale Cilento, Vallo di Diano e degli Alburni
Franca Zanichelli, Direttrice Parco nazionale Arcipelago Toscano
Stefano Feri, Presidente Parco nazionale Arcipelago Toscano
Vittorio Alessandro, già Presidente Parco nazionale delle Cinque Terre
Patrizio Scarpellini, Direttore Parco nazionale delle Cinque Terre
Salvatore Livreri Console, Direttore Area marina protetta Isola di Ustica
Attilio Licciardi, Sindaco di Ustica e Presidente Area Marina Protetta Isola di Ustica
Antonino Miccio, Direttore Area marina protetta di Punta Campanella e dell'AMP Regno di Nettuno
Remì Calasso, Presidente Area marina protetta di Porto Cesareo
Maurizio Gubbiotti, Presidente di RomaNatura
Stefano Donati, Direttore Area marina protetta Isole Egadi
Pierpaolo Congiatu, Direttore Parco nazionale dell'Asinara e dell'AMP Isola di Asinara
Corrado Michele, Presidente Area marina protetta Portofino
Alessandro Ciccolella, Direttore Area marina protetta Torre Guaceto
Augusto Navone, Direttore Area marina protetta Tavolara Capo Coda Cavallo
Fabrizio Atzori, Direttore dell'Area marina protetta di Capo Carbonara

Aziende/Alleanze

Alleanza delle Cooperative Italiane (ACI) – Settore Pesca
Alessandro Andreanelli, Amministratore delegato Lush Italia
Catia Bastioli, Amministratore delegato Novamont SpA
Franco Bergamaschi, fondatore e amministratore delegato L'Erbolario
Giulio Bonazzi, Presidente e Amministratore delegato Aquafil SpA
Angelo Bonsignori, Presidente IPPR - Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo
Antonello Ciotti, Presidente Corepla
Francesco Ferrante, vicepresidente Kyoto Club
Paola Giacomini, Amministratore delegato Weleda Italia
Marco Scarpis, Amministratore delegato Mareblu
Marco Versari, Presidente Assobioplastiche
  
 

  Ufficio Stampa Marevivo
  Lungotevere A. da Brescia - Scalo de Pinedo
  00196 Roma
  tel. +39 063202949
  


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venerdì 17 novembre 2017

ENERGIA. SEN: ASSOCIAZIONE EBS, NORME INSUFFICIENTI


STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE, EBS: POCHE PROSPETTIVE PER LE BIOMASSE SOLIDE

Tonon: "Norme insufficienti, anche il ruolo delle agro-energie deve essere più centrale"


Roma, 17 novembre 2017. "È stato presentato ufficialmente dal Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e dai ministri Calenda e Galletti lo scorso venerdì 10 novembre, il provvedimento con il quale è stata approvata in modo definitivo la Strategia Energetica Nazionale (SEN). 
Il documento contiene obiettivi ambiziosi, condivisi dall'Associazione Energia da Biomasse Solide (EBS), ed è un passaggio fondamentale per il ruolo, presente e futuro, delle fonti rinnovabili in Italia. 
Tuttavia, la posizione espressa nella SEN relativamente alla nostra tipologia di impianti è nettamente negativa. Non è previsto alcuno sviluppo per le biomasse e le agro-energie, ma solo un tentativo di mantenimento della potenza installata. Siamo convinti che si possa ulteriormente rafforzare il contributo delle biomasse per la produzione di energia elettrica e calore."
Con queste parole Simone Tonon, presidente dell'Associazione EBS, commenta il via libera arrivato lo scorso venerdì da parte del Governo al piano da 175 miliardi di euro per la crescita sostenibile.
EBS - che raggruppa più della metà degli operatori del settore, con una potenza complessiva installata di oltre 280 MW e un impiego di quasi 3 milioni di tonnellate annue di biomassa solida - continua a sostenere, come sottolineato anche nella fase di consultazione pubblica con un documento trasmesso ai ministeri dello Sviluppo Economico e dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la necessità di rendere ancora più centrale la posizione delle biomasse e delle agro-energie nella Strategia Energetica Nazionale.

"Queste fonti rinnovabili hanno delle caratteristiche uniche che non possono essere ignorate, soprattutto guardando al contributo sotto il profilo socio-economico, ambientale, di gestione del territorio e di integrazione sinergica con il mondo agricolo e forestale" aggiunge Tonon. 

"Non possiamo che condividere, quindi, le preoccupazioni espresse dal ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e, in particolar modo, dal Sottosegretario On. Giuseppe Castiglione circa la poca attenzione che nella SEN è stata data a queste risorse e auspichiamo che si possa correggere questa rotta con i successivi decreti attuativi, in modo da riequilibrare e dare il giusto peso a questo settore, che garantisce livelli occupazionali più elevati rispetto a ogni altra fonte rinnovabile per tutta la durata dell'investimento."

Inoltre, l'Associazione sottolinea i punti di forza dei propri impianti che, grazie alla loro azione sul territorio e alla loro struttura, consentono di mitigare i costi e i danni ambientali in relazione ai rischi naturali. Per questo, secondo EBS, un'apertura della SEN a questo settore con una visione di lungo periodo contribuirebbe a riaccendere la fiducia degli investitori per una tecnologia, come la generazione elettrica da biomasse solide, già in passato oggetto di provvedimenti incoerenti.


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giovedì 16 novembre 2017

Normativa. LEGGE DI STABILITÀ - Sicurezza istituti, basta presidi in carcere: il Senato

LEGGE DI STABILITÀ - Sicurezza istituti, basta presidi in carcere: il Senato ha la possibilità di cambiare la legge

Tre distinti emendamenti al disegno di legge n. 2960, di ispirazione Udir e presentati da parlamentari di diversi raggruppamenti politici, sono all'esame della Commissione Bilancio del Senato: l'obiettivo è esentare "i dirigenti scolastici italiani da qualsiasi responsabilità, onere civile, amministrativo e penale" derivanti dai danni strutturali degli edifici scolastici da loro diretti, laddove abbiano tempestivamente richiesto alle autorità locali proprietarie dell'immobile l'intervento, "sia strutturale che di manutenzione" utile ad "assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso". Inoltre, i capi d'istituto avrebbero facoltà di inibire porzioni di spazi didattici sino anche all'intera Istituzione scolastica ed educativa, senza incorrere in pregiudizio alcuno, quindi senza più rischiare, come accade oggi, il reato d'interdizione di pubblico servizio.

Marcello Pacifico (presidente Udir): Adottare queste modifiche di nostra ispirazione condurrebbe verso indiscutibili vantaggi per chi gestisce oggi le scuole a costo di finire alla sbarra pur non avendo alcun margine di operatività e gestione delle risorse utili agli interventi. Primo tra tutto, quello di fornirgli la possibilità di procedere con la chiusura delle scuole non sicure, senza rischiare una denuncia per interruzione di pubblico servizio. Oltre a responsabilizzare gli enti locali, che non sempre agiscono con tempestività, proprio perché sanno che le norme vigenti sono a loro vantaggio. Nei giorni scorsi, a seguito della grazia del presidente Mattarella al preside Livio Bearzi, in tanti si sono prodigati nel dire che era sacrosanta e bisognava cambiare le norme: ora, abbiamo la possibilità di farlo.


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venerdì 10 novembre 2017

Normativa: Disegno di legge di bilancio 2018: Aqua Italia chiede il rinnovo dell'Ecobonus al 65%

Aqua Italia: Proposta di emendamento al disegno di legge di bilancio 2018

Milano, 10 novembre 2017 - Il Disegno di legge di bilancio 2018, attualmente al vaglio da parte del Governo, prevede la riduzione dell'incentivo Ecobonus dal 65% al 50% per gli interventi sugli impianti termici.

Aqua Italia (Associazione costruttori trattamenti acque primarie federata Anima-Confindustria) chiede che gli attuali bonus del 65% vengano mantenuti rimarcando che nell'incentivazione energetica siano compresi i prodotti ed apparecchiature per l'efficienza e la pulizia degli impianti termici. 

La norma in questione, priva di impatto finanziario in quanto tali prodotti sono già compresi nei decreti attuativi, avrebbe il pregio di ribadire in sede normativa primaria l'importanza della manutenzione periodica ed efficienza degli impianti termici nonché sostenere un settore che ha appena registrato segnali di ripresa dopo anni di situazione stagnante.

"Il settore degli impianti e apparecchiature per le acque primarie civili ha finalmente visto nel 2016, segnali di ripresa grazie al traino del settore edilizio. - afferma il Presidente di Aqua Italia, Lauro Prati - Diminuire l'incentivo potrà creare una pericolosa inversione di marcia per le aziende del settore che rappresento."




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martedì 7 novembre 2017

Normativa. Legge Bilancio, Decaro (Anci): "C'è spinta su investimenti"

LEGGE BILANCIO: DECARO (ANCI), C'È SPINTA SU INVESTIMENTI

"Se le maggiori criticità sono quelle relative alla spesa corrente, con la legge di bilancio arrivano segnali positivi sugli investimenti, seppur ancora non del tutto sufficienti. Si può fare uno sforzo in più e continuare a sostenere questa crescita, anche alla luce del fatto che gli investimenti nel 2016 non sono calati, come affermano i numeri 'freddi': la diminuzione rispetto all'anno precedente è dovuta al fatto che il 2015 è stato l'anno di chiusura del ciclo di finanziamento europeo, con conseguente picco degli investimenti soprattutto al Sud". 

Lo ha precisato il sindaco di Bari e presidente dell'Anci, Antonio Decaro, davanti alle commissioni bilancio riunite di Camera e Senato.

"La ripresa degli investimenti locali è evidente", ha ricordato Decaro. "Abbiamo maggiori spazi finanziari per 200 milioni, con un passaggio da 700 a 900 milioni. Ci sono inoltre 150 milioni in più di fondi per le città medie nel 2018, che diventano 300 nel 2019 e 400 nel 2020, mentre raddoppia da 10 a 20 milioni la pur esigua dotazione della legge sui piccoli Comuni per il 2018. Il bando periferie viene finanziato con 60, 100 e 150 milioni tra il 2018 ed il 2020. Infine, non è in legge di bilancio ma va riconosciuto che i fondi del bando aree degradate passano da 60 a 200 milioni, consentendo di riaprire e far scalare la graduatoria. Insomma la spinta per la ripresa, in parte, viene sostenuta. Rimane necessario – conclude Decaro - consolidare questa ripresa, liberando risorse da immettere nel ciclo economico. Per questo chiediamo di aumentare ulteriormente gli spazi finanziari messi a disposizione dallo Stato, da 900 a 1200 milioni".

Decaro, insieme alla delegazione dell'Anci ricevuta in Senato, ha poi incontrato i capigruppo Luigi Zanda (Pd), Paolo Romani (Fi-Pdl) e Gaetano Quagliariello (Fl). 

Roma, 7 Novembre 2017


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sabato 4 novembre 2017

COGNOME DELLA MADRE. A UN ANNO DALLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE N.286/2016”


"A UN ANNO DALLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE N.286/2016"

COGNOME DELLA MADRE


InterClubZontaItalia e Rete per la Parità invitano alla conferenza stampa per la celebrazione del primo anniversario della sentenza n. 286/2016 della Corte costituzionale sul cognome della madre e il diritto all'identità.


L'assegnazione del solo cognome paterno per legge è in contrasto con il principio di parità e con il diritto all'identità delle persone – alle quali devono essere riconosciute entrambe le origini: un anno fa, l'8 novembre 2016, la Corte costituzionale, con la sentenza n. 286/2016 ha dichiarato illegittima l'automatica attribuzione del solo cognome paterno alla prole.


La conferenza stampa si terrà mercoledì 8 novembre nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, Via della Missione, 4 a partire dalle ore 11.30.


MODALITA' DI ACCREDITO

Gli organi di stampa che desiderino accreditarsi dovranno inviare all'indirizzo mail zontaparioli3@tin.it entro il 6 novembre alle ore 11.00 una richiesta di accredito contenente i seguenti dati:
  • nome e cognome;
  • luogo e data di nascita
  • strumenti a seguito:cinepresa, macchina fotografica
  • testata giornalistica;
  • recapito telefonico;
  • numero della tessera di giornalista;
  • numero e tipo del documento di riconoscimento.
Link area dedicate: 
www.reteperlaparita.it/aggiornamenti-al-25-ottobre

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