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giovedì 12 aprile 2018

GDPR, i sei punti fermi che aziende e p.a. non possono ignorare

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Nessuna aspettativa di deroghe o proroghe per l'operatività del GDPR, ma permangono incertezze per aziende pubbliche e private su aspetti in cui il Regolamento rimanda alle normative nazionali. 

Ancora atteso in Italia un nuovo decreto legislativo di adeguamento alle regole UE, ma dal 25 maggio scatteranno comunque le sanzioni, mentre gli interessati potranno esercitare e far valere più estesi diritti. 

Sei i principali punti fermi messi a fuoco nell'ultima circolare di Federprivacy sulle questioni di diritto transitorio.



Firenze, 12 aprile 2018 - Come previsto dai trattati internazionali dell'Unione Europea, dal prossimo 25 maggio il nuovo Regolamento sulla protezione dei dati personali sarà pienamente efficace ed operativo senza alcuna possibile aspettativa di deroghe o proroghe.

Non mancano tuttavia le incertezze per migliaia di aziende e pubbliche amministrazioni, anche perché il GDPR (acronimo di General Data Protection Regulation) rimanda per molti aspetti alle normative nazionali degli stati membri, e a tutt'oggi in Italia sussiste ancora un vecchio Codice Privacy (Dlgs 196/2003) vigente ma non allineato al Regolamento UE, mentre nel frattempo la Commissione nominata presso il Ministero della Giustizia ha potuto iniziare i lavori di adeguamento della normativa italiana solo a gennaio, approvando di recente in via preliminare lo schema di un nuovo decreto legislativo, che difficilmente però vedrà la luce in tempo per fornire i chiarimenti che le imprese avrebbero voluto prima della scadenza.

I ritardi della macchina politica non costituiranno ad ogni modo una giustificazione per gli inadempienti, e le aziende che saranno trovate fuori regola rischieranno sanzioni fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato.

Alla luce dell'incerto contesto attuale, Federprivacy ha perciò deciso di dedicare una specifica circolare sul tema delle questioni di diritto transitorio che accompagnano il passaggio dall'attuale Codice della Privacy al nuovo Regolamento UE 2016/679, come spiega Nicola Bernardi, presidente della principale associazione italiana di riferimento dei professionisti della protezione dei dati:

"In questa delicata fase di transizione in cui permangono non poche zone grigie nell'attuazione del GDPR, nella nostra ultima circolare abbiamo messo a fuoco sei principali punti fermi che aziende pubbliche e private non possono ignorare o tralasciare, a prescindere dai prossimi sviluppi normativi nel contesto italiano. In particolare - sottolinea Bernardi - ogni titolare del trattamento deve tenere presente che i consensi raccolti anteriormente al 25 maggio 2018 saranno ancora validi solo se lo si è fatto in modo conforme al Regolamento UE, per cui potrebbe essere necessario richiederli nuovamente agli interessati, mentre questi ultimi potranno esercitare e far valere tutti i più estesi diritti che sono riconosciuti loro dal nuovo testo. Inoltre, violazioni degli obblighi di notifica dei data breach saranno sanzionabili senza necessità di recepimento in una normativa nazionale."

La Circolare 1-2018 di Federprivacy affronta anche questioni di diritto transitorio attinenti i casi in cui non è necessario redigere la valutazione di impatto entro il 25 maggio, la disciplina contrattuale applicabile per la nomina di responsabili del trattamento, e l'applicabilità degli obblighi di nomina del data protection officer.

domenica 1 aprile 2018

A PAVIA IL PRIMO HACKATHON ITALIANO SULLA GENDER DIVERSITY NEGLI STUDI LEGALI ASSOCIATI

ASLA LEGAL HACK: A PAVIA IL PRIMO HACKATHON ITALIANO SULLA GENDER DIVERSITY NEGLI STUDI LEGALI ASSOCIATI

Una maratona di idee per il futuro degli studi legali: sabato 14 e domenica 15 aprile presso i Collegi Universitari di Merito di Pavia.

I progetti vincitori saranno presentati all'evento "ASLA Diritto al Futuro" in programma a Milano venerdì 18 maggio.

 

 

ASLAWomen presenta l'ASLA Legal Hack, il primo hacktahon italiano sui temi della gender diversity negli studi legali associati: una competizione, a squadre, della durata di 24 ore non stop, che si svolgerà il 14 e 15 aprile 2018, a Pavia, presso i quattro Collegi Universitari di Merito – Almo Collegio Borromeo, Collegio Ghislieri, Collegio Nuovo, Collegio Santa Caterina – e con la partnership di H-Farm.

L'obiettivo della competizione è lo sviluppo di idee e soluzioni innovative che favoriscano l'avanzamento delle avvocate nella carriera all'interno degli studi legali associati.

La sfida è quella di immaginare – anche attraverso modalità smart e digitali – le azioni, i programmi e le strategie capaci di promuovere una cultura meritocratica e inclusiva, che sappiano valorizzare e far crescere il talento e la leadership femminile negli studi legali associati e rendere il più trasparente possibile il processo di ammissione ai ruoli di vertice.

 

Le squadre vincitrici saranno decretate da una Giuria composta da esponenti dell'avvocatura, leader dell'innovazione, esperti dei temi di gender diversity e rappresentanti dei Collegi Universitari di Merito, tra cui: Tatiana Biagioni (Presidente CPO Avvocati e Avvocate di Milano), Giovanna Fantini (Delegata Cassa Forense), Cristina Cabella (Chief Privacy Officer IBM Corporation), Barbara Cominelli (Microsoft), Andrea Lago (Direttore Intermonte SIM S.p.A.), Carlo Gagliardi (Managing Partner Deloitte), Vincenzo Salvatore (BonelliErede), Marco Sella (socio Macchi di Cellere Gangemi), Sergio Barozzi (socio Lexellent), Andrea Arosio (Linklaters), Raffaella Temporiti (HR Director Accenture).


ASLA Legal Hack è aperto a tutti coloro che siano interessati all'innovazione e ai temi della diversity e che portino con sé un'idea o un progetto interessante da sviluppare nell'ambito della sfida proposta ed è rivolto a: studenti e studentesse di qualsiasi ambito accademico; giovani professionisti e professioniste in qualsiasi settore (con preferenza per i praticanti avvocati/e; giovani avvocati e avvocate; giovani attivi nel software mobile e web; esperti di comunicazione, grafica, design di business model o project management e marketing).

La squadra prima classificata riceverà in palio un premio di 1.500 euro; la seconda 1.000 euro e la terza 500 euro e tutte e tre avranno la possibilità di illustrare i propri progetti a una platea composta dai partner dei più prestigiosi studi italiani nel corso dell'evento "ASLA Diritto al Futuro" il 18 maggio 2018 a Milano a Palazzo Mezzanotte, una giornata di conferenze e dibattiti per discutere e confrontarsi sulla professione del domani, a cui sarà dedicato ampio spazio anche al tema della diversity, perché le differenze e la loro inclusione sono motore di innovazione delle organizzazioni professionali.

 

La partecipazione all'hackacton di ASLAWomen è gratuita e le iscrizioni termineranno domenica 8 aprile alle 23.59. 

 

"Siamo molto orgogliosi di questo progetto – dichiara l'avvocata Barbara de Muro, responsabile della sezione ASLAWomen di ASLA – Associazione degli Studi Legali Associati – attendiamo da questo hackaton idee innovative in grado di stimolare e "provocare" la discussione sui temi di gender diversity, per ricordare e ribadire che la leadership non ha genere."

 

 

ASLA, Associazione Studi Legali Associati, è stata costituita in Italia a fine 2003 per iniziativa di primari Studi Legali operanti nei settori del diritto commerciale, societario e finanziario internazionale e riunisce tutti gli studi che, riconoscendosi nella formula associata per l'esercizio della propria attività, desiderano confrontarsi sulle problematiche comuni, discutere e proporre modelli organizzativi innovativi. Ne fanno attualmente parte quasi 100 Studi Associati - costituiti in Italia e con affiliazioni in Europa e Stati Uniti.

L'Associazione ha al suo interno due sezioni: ASLAWomen, che si occupa di conoscere e monitorare la condizione delle avvocate e degli avvocati e le politiche di tutela e valorizzazione della diversity all'interno degli Studi Membri, con una particolare attenzione al tema delle pari opportunità di crescita e carriera delle avvocate, e ASLAPlus, creata per favorire il networking tra le persone che lavorano presso gli Studi Legali Associati, creando uno scambio attivo di idee e proposte nonché promuovendo eventi formativi con l'obiettivo di migliorare la qualità lavorativa e le competenze di ciascun dipendente, oltre che degli avvocati.

ASLA è presente in tutta Italia con Delegazioni Territoriali che rappresentano l'associazione sul nostro territorio.



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giovedì 22 marzo 2018

Ministero della Salute. PROFESSIONI SANITARIE. FIRMATO DECRETO ATTUATIVO SU PROCEDURE ELETTORALI DEGLI ORDINI

PROFESSIONI SANITARIE. FIRMATO DECRETO ATTUATIVO SU PROCEDURE ELETTORALI DEGLI ORDINI

  

Il Ministro della salute Beatrice Lorenzin ha firmato il secondo decreto attuativo della legge n. 3 del 2018 (c.d. Lorenzin), che tra le altre disposizioni, innova il sistema ordinistico delle professioni sanitarie.

Con il DM si disciplinano le procedure per la composizione dei seggi elettorali e le procedure di svolgimento delle elezioni per il rinnovo degli Ordini delle professioni sanitarie - in modo tale da garantire la terzietà di chi ne fa parte – il decreto è finalizzato, inoltre, a disciplinare le procedure per l'indizione delle elezioni, per la presentazione delle liste e per lo svolgimento delle operazioni di voto e di scrutinio nonché le modalità di conservazione delle schede.

Al fine di garantire che le nuove procedure rispondano pienamente alle effettive esigenze delle Federazioni e degli Ordini provinciali di tutte le professioni sanitarie a cui sono rivolte, il testo del decreto è stato definito con la collaborazione fattiva delle Federazioni nazionali: dei Medici e degli Odontoiatri; dei Farmacisti; dei Veterinari; degli Infermieri; delle Ostetriche e dei Tecnici di radiologia medica, delle professioni sanitarie, tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.



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martedì 20 marzo 2018

The Lawyer European Awards: lo studio Portolano Cavallo premiato come 'Law Firm of the Year: Italy'

THE LAWYER EUROPEAN AWARDS: LO STUDIO PORTOLANO CAVALLO PREMIATO COME
"LAW FIRM OF THE YEAR: ITALY"

 

Milano, 20 marzo 2018 – Portolano Cavallo Studio Legale si aggiudica il premio "Law firm of the year: Italy" nell'ambito dei The Lawyer European Awards 2018. Il premio è stato conferito il 15 marzo nel corso della serata di premiazione che si è svolta a Londra presso il Grange Tower Bridge Hotel, ed è stato ritirato da Francesco Portolano e Martina Lucenti.

 

Ogni anno i The Lawyer European Awards riuniscono le eccellenze e le best practice europee in ambito legale, premiando gli studi che si sono maggiormente distinti nel corso dell'anno per la loro attività nei Paesi di riferimento e il livello di innovazione che hanno portato sul mercato. Oltre a Portolano Cavallo, la shortlist nella categoria "Law firm of the Year: Italy" dell'edizione 2018 comprendeva gli studi BonelliErede, Chiomenti, Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners, e NCTM Studio Legale. 

 

L'organizzazione dei The Lawyer European Awards ha indicato tra le motivazioni del premio conferito a Portolano Cavallo la capacità di evolversi passando da un focus esclusivo sul settore TMT ad un modello di business incentrato su ulteriori settori industriali quali Life Sciences, Fintech e Fashion,  oltre alla crescita di Portolano Cavallo, che nel 2017 ha visto un aumento del fatturato a doppia cifra e l'incremento dei professionisti in organico.

 

Francesco Portolano e Manuela Cavallo hanno commentato: "Siamo orgogliosi di aver raggiunto un riconoscimento così prestigioso: il nostro lavoro è una sfida costante a migliorare la nostra capacità di adottare soluzioni innovative per i nostri clienti, andando oltre gli schemi, e sposando l'innovazione anche nei nostri processi interni.  Grazie quindi ai nostri clienti e al nostro staff e professionisti e, soprattutto, ad maiora". 

   

Dal 1987 The Lawyer è la più autorevole pubblicazione internazionale dedicata al settore legale. I The Lawyer European Awards sono frutto di un'attività di analisi indipendente per ciascun mercato di riferimento e per specializzazioni settoriali, basata sulle candidature ricevute dalle principali law firm europee. I vincitori di ognuna delle 24 categorie sono stati selezionati da una giuria composta da responsabili del settore legale di primarie società internazionali operanti in Europa e avvocati di studi inglesi.

 

Portolano Cavallo si è distinto non solo per la crescita del proprio business e per il volume di operazioni seguite, ma anche per il livello di innovazione portato sul mercato legale. Tra i principali dossier seguiti nel 2017, la sentenza relativa al caso Tiziana Life Science, un pronunciamento apripista in materia di trattamento dei dati personali per finalità scientifiche. Il 2017 è anche l'anno in cui Portolano Cavallo ha adottato – primo studio in Italia – la piattaforma di Intelligenza Artificiale Luminance, contribuendo allo sviluppo stesso della tecnologia e aprendo la strada all'ingresso dell'Intelligenza Artificiale nel mercato legale italiano.

 

Ulteriore elemento di distinzione di Portolano Cavallo sul panorama italiano è l'impegno a creare un ambiente di lavoro attento alle risorse umane: lo studio per due anni consecutivi è stato infatti l'unico studio legale in Italia ad essere annoverato come eccellente ambiente di lavoro nella classifica Best Workplaces Italia 2018 stilata ogni anno da Great Place to Work® Italia. Lo studio si è posizionato sesto nella categoria di appartenenza (aziende con 20 – 49 collaboratori), una conferma dell'impegno profuso dallo studio sin dalla fondazione nel 2001 verso la costruzione di un ambiente di lavoro in cui le persone, sulla base del solo merito e senza differenze di genere, possano migliorarsi e realizzare le proprie passioni e ambizioni, senza andare a discapito della propria vita privata.

 

 

Portolano Cavallo

Portolano Cavallo fornisce consulenza legale alle aziende che operano in settori complessi e in continua evoluzione: è leader nei settori Digital, Media e Technology, oltre ad essere riconosciuto nei settori Life Sciences e Fashion/Luxury. Le aree di attività dello studio vanno dall'ambito societario e contenzioso alle operazioni di M&A e Venture Capital, dall'assistenza alle startup allo sfruttamento e protezione della proprietà intellettuale in tutte le sue diverse forme, dal diritto del lavoro alle questioni riguardanti protezione dei dati, privacy e cyber-security. In tutti questi settori, Portolano Cavallo è riconosciuto da molteplici pubblicazioni professionali italiane e internazionali.



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venerdì 2 marzo 2018

Bollette elettriche: dal 1’ Marzo conguagli per massimo due anni

Bollette elettriche: dal 1 Marzo conguagli per massimo due anni

Firenze, 2 marzo 2018.  Dal 1 Marzo 2018 il "diritto al corrispettivo"sulle bollette elettriche si prescrive in due anni. I venditori di energia elettrica quindi non possono più fatturare conguagli per periodi superiori. Per le bollette del gas e dell'acqua la stessa novità scatterà -rispettivamente- dal 2019 e dal 2020.
Questa in grandi linee la novità introdotta dall'ultima Legge di Bilancio a cui l'Autorità garante ARERA ha dato una prima attuazione -proprio per il settore elettrico- con una delibera di Febbraio (1).
Vediamo tutti i dettagli della nuova regola.

Per prima cosa va detto che la novità in sé e quindi lo scopo dell'intervento normativo è una protezione dalle cosiddette "maxibollette" per determinate categorie di utenti -domestici e piccole imprese- e riguarda fatturazioni ANOMALE derivanti da irregolarità (ritardi di fatturazione) oppure da conguagli legati a rettifiche o mancate letture dei contatori.
In condizioni normali le fatturazioni nel settore elettrico del cliente domestico sono bimestrali con conguagli almeno annuali effettuati sulla base di letture effettive o di autoletture.

Chiara questa premessa, la nuova prescrizione di due anni -al posto di quella dei precedenti cinque- decorre dal termine entro cui le fatture devono essere emesse, ovvero:
- per i clienti del mercato vincolato, entro 45 giorni dall'ultimo giorno di consumo fatturato;
- per i clienti del mercato libero da quello indicato sul contratto o, in mancanza, quello suddetto.

Lo stesso termine, 45 giorni, viene fatto valere per i conguagli per rettifica, a partire da quando il dato viene reso disponibile dal distributore locale.

Se viene rilevata una irregolarità -va precisato- occorre tempestivamente contestare perché il mancato rispetto del termine di prescrizione -questo in generale- deve essere rilevato espressamente non avendo nessuna conseguenza "automatica".
Quindi, ricevendo nei prossimi mesi una fattura elettrica che abbraccia un periodo di tempo superiore a due anni l'utente dovrà subito contestarla con una raccomandata a/r o una pec rilevando il decorso del nuovo termine di prescrizione previsto dalla legge e chiedendo uno storno parziale o una rifatturazione.

La procedura di contestazione, per l'ambito "energia elettrica" prevede poi l'obbligo di tentare una conciliazione presso l'Autorità garante ARERA seguita -eventualmente- da una causa presso il giudice di pace.
(QUI informazioni sulle conciliazioni con le istruzioni per chiedere eventualmente il supporto dell'ADUC: https://sosonline.aduc.it/scheda/energia+elettrica+gas+conciliazioni+obbligatorie_25396.php )

Per quanto riguarda il pagamento la questione si complica. In linea di massima il consiglio è pagare e chiedere poi il rimborso nella contestazione e nei passaggi successivi già detti.

La legge ha tuttavia precisato che l'utente dopo aver inviato la contestazione/reclamo può sospendere il pagamento SE il proprio venditore risulta sottoposto ad un procedimento dell'AGCM (autorità garante della concorrenza e del mercato) per accertamento di violazioni del Codice del Consumo relative alle modalità di fatturazione o conguaglio o rilevazione dei consumi. Anche il rimborso delle cifre eventualmente comunque pagate potrà avvenire solo a conclusione del procedimento con accertamento di una violazione.
A tal fine il venditore deve comunicare agli utenti, con la fattura o almeno 10 giorni prima della scadenza della stessa, l'eventuale avvio di un procedimento di accertamento a proprio carico informandolo dei suoi diritti inerenti la sospensione del pagamento.

Tutto ciò, dal tono incerto e farraginoso, non cambia le regole del gioco relativamente alla procedura "standard" da seguire dopo la contestazione -conciliazione al Garante ed eventuale causa-, trattandosi di tutele che non possono essere tolte all'utente/consumatore.

Nulla impedisce quindi al consumatore di fruire di ambedue le strade, considerando che la seconda, prevista dalla legge in senso "eccezionale", costituisce a nostro avviso una possibilità data in più.

(1) Legge di Bilancio 2018 (legge 205/2017) articoli 1 commi 4/5/6/7 e Delibera ARERA n.97/2018 del 22/2/2018: https://www.arera.it/allegati/docs/18/097-18.pdf

Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo ADUC, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori


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domenica 25 febbraio 2018

Corruzione, l'Italia migliora in classifica grazie alla ISO 37001

L'Italia sale dal 61° posto al 54° nella classifica di Transparency International sulla corruzione, ma ancora ben 24 Paesi europei hanno una credibilità maggiore

Certificazione ISO 37001: la prevenzione della corruzionecome stimolo per la competitività

La certificazione Anti-bribery management systems di IMQ offre un vantaggio competitivo sul mercato, ma le PMI italiane tardano ad adeguarsi

 

Milano, febbraio 2018 - Un anno fa Terna otteneva da IMQ, la più importante realtà italiana nel settore della valutazione della conformità, la prima certificazione del sistema di gestione per la prevenzione della corruzione. Nel corso del 2017, però, ancora poche aziende hanno riconosciuto l'importanza della norma ISO 37001: alcune grandi aziende si sono interessate, mentre per il momento le PMI sono rimaste indietro. 

 

Secondo i dati forniti da Transparency International per il 2017di recente resi noti, l'indice di percezione della corruzione dell'Italia è leggermente migliorato rispetto al 2016: oggi infatti il suo indice è pari a 50 su 100 (nel 2016 era pari a 47)e la sua posizione nella classifica dei paesi percepiti come più "virtuosi" dal punto di vista dell'anticorruzione, è salita dal 61° al 54° posto; tradotto in pratica e in termini di attrattiva per gli investitori, questo dato indica che ci sono ben 53 Paesi nel mondo, di cui 24europei, con una credibilità maggiore rispetto a quella del nostro Paese.

 

Norma ISO 37001

In ambito di prevenzione della corruzione è stata pubblicata a fine 2016 la ISO 37001 "Anti-bribery management systems", una norma che intende aiutare le organizzazioni nella lotta contro la corruzione, istituendo una cultura di integrità, trasparenza e conformità. Anche se non può garantire lo sradicamento della corruzione, può fornire il suo aiuto nell'implementazione di misure efficaci per prevenirla e affrontarla. La legge da sola, infatti, non è sufficiente per risolvere il problema della corruzione. Le organizzazioni hanno la responsabilità di contribuire attivamente alla lotta.

 

"Ogni anno la corruzione ha un costo di più di mille miliardi di dollari, con conseguenze catastrofiche in termini di credibilità del mercato" afferma Flavio Ornago, Direttore della Divisione Certificazione Sistemi di Gestione di IMQ. "Per questo la certificazione ISO 37001 non garantisce solo la conformità legislativa, ma soprattutto la tutela da un rischio reputazionale grave e garantisce la competitività a livello nazionale e internazionale".

 

L'Anti-bribery management system può essere un sistema a sé stante oppure integrato in un sistema di gestione globale. L'azienda può infatti scegliere di attuare il Sistema di Gestione per la prevenzione della corruzione insieme aaltri sistemi – pensati appositamente come modulari – come quelli riguardanti la qualità (ISO 9001), l'ambiente (ISO 14001) e la sicurezza (OHSAS 18001).

 

I principali requisiti della norma e il processo di certificazione

La norma richiede alcuni elementi e processi da attuare in azienda, che IMQ come organismo di certificazione verifica prima di rilasciare la certificazione. Tra questi, l'analisi del contesto aziendale (interno ed esterno), dei requisiti delle parti interessate, delle normative applicabili e delle fonti di rischio; l'impegno da parte del management nelle politiche anticorruzione e nel relativo programma attuativo; l'analisi e la valutazione del rischio all'interno dello specifico contesto aziendale (determinazione dei livelli e del loro impatto, misura, controllo e verifica di efficacia delle misure intraprese); l'attuazione di opportuni controlli e due diligence in ambito finanziario, commerciale, contrattuale e sui processi di approvvigionamento; un sistema di whistleblowing riconosciuto e diffuso a tutti i livelli aziendali; infine, una serie di azioni di miglioramento continuo che rendano il sistema di gestione dinamico e aggiornato costantemente per garantirne l'efficacia.

 

I vantaggi della certificazione e dell'applicazione della norma

L'esercizio delle prassi anticorruzione è uno strumento per la crescita economica, sempre più premiato dagli stakeholder. Tra i vantaggi garantiti dall'applicazione dell'ISO 37001 e della relativa certificazione IMQ, infatti, si possono individuare:

 

• Vantaggi economici: incremento dell'efficacia degli strumenti di contrasto al fenomeno corruttivo, con conseguenti vantaggi economici.
• Conformità legislativa: implementando l'ISO 37001 è possibile andare oltre il rispetto dei requisiti minimi legali e adottare un approccio sistemico rivolto alla prevenzione e al contrasto della corruzione.
• Etica e innovazione: dotandosi di uno standard di prevenzione e contrasto della corruzione conforme alla "best practice" internazionale e di riconosciuto valore in Italia e nel mondo.
• Competitività: elemento distintivo sul mercato anche agli occhi degli stakeholders; possibile requisito aggiuntivo in ambito di gare e appalti.
• Governance: dimostrazione di essersi dotati di un idoneo e adeguato sistema di prevenzione dei rischi connessi alla corruzione. Investitori: risposta alle esigenze di elevati standard di etica, legalità e sostenibilità del proprio business.
• Mitigazione rischio sanzionatorio: la certificazione rilasciata da un ente autorevole e indipendente quale IMQ costituisce evidenza concreta sia della mancanza di gravi carenze organizzative, evitando l'applicazione di misure cautelari molto incisive, sia della adozione ed efficace attuazione di un idoneo modello organizzativo anti-corruzione, aumentando le chances di ottenere per l'ente l'esenzione da responsabilità.
• Rating di legalità: la certificazione ne faciliterà l'acquisizione da parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato.
• Immagine: la certificazione del Sistema di Gestione per la Prevenzione della Corruzione valorizza il percorso dell'organizzazione e costituisce un efficace strumento di comunicazione delle politiche aziendali, confermando l'impegno e la volontà di contribuire positivamente al libero mercato.

 

 

 

 

 

Gruppo IMQ

Rappresenta la più importante realtà italiana nel settore della valutazione della conformità (certificazione, prove, verifiche, ispezioni). Forte della sinergia tra le società che lo compongono, dell'autorevolezza acquisita in oltre 65 anni di esperienza e della completezza dei servizi offerti, il Gruppo IMQ si pone infatti come punto di riferimento e partner delle aziende che hanno come obiettivo la sicurezza, la qualità e la sostenibilità ambientale. www.imqgroup.eu



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sabato 17 febbraio 2018

GIUDICE APPIERTO RICUSATO DA UN PROCESSO: aveva tolto i figli a una donna vittima di violenze e l’aveva pure denunciata per diffamazione

PORDENONE - 17 febbraio 2018. Il giudice Gaetano Appierto di Pordenone non solo aveva tolto i figli a una donna vittima delle ripetute violenze da parte del marito, che si era rivolta a lui per cercare di fermare quell'uomo che aveva sposato, ma che si era trasformato in un aguzzino.

Non solo quindi non le aveva creduto, ma l'aveva persino denunciata per diffamazione a mezzo stampa.

L'avvocato della donna, Francesco Miraglia, aveva pertanto chiesto la ricusazione del giudice, in quanto non più imparziale: e così è stato.

All'udienza fissata per il prossimo 23 febbraio, in cui si dibatterà l'annullamento della sentenza con cui i due bambini sono stati allontanati dalla mamma, una professionista di Pordenone, ci sarà un altro magistrato.

«Questo è uno dei classici casi in cui la giustizia si fa forte con i deboli» sottolinea l'avvocato Miraglia «i quali, se non hanno risorse, coraggio, testardaggine e costanza per andare contro le sentenze inique, finiscono con il subire dei provvedimenti ingiusti. Ma nel caso di questa madre si è assistito a qualcosa di ben più grave: non soltanto il giudice non le ha creduto, nonostante i referti dimostrassero chiaramente come il marito, picchiandola, le avesse rotto sia la mandibola che un timpano (l'uomo, nel frattempo, è stato condannato in via definitiva per lesioni aggravate), ma le ha anche tolto i figli. Lei, vittima che si era rivolta alla magistratura per ottenere giustizia, si era trovata umiliata e persino allontanata dai suoi due bambini, costretti a vivere in una comunità. Nonostante si fosse sempre dimostrata madre amorevole e attenta, come sottolineato pure dagli operatori della casa famiglia. Che fosse pertanto solo una ritorsione ci è stato confermato anche dall'assistente sociale. Ma il giudice non si è fermato: quando la mia cliente si era sfogata attraverso una lettera pubblica, inviata alla presidente della Camera, Laura Boldrini, a cercare in lei un appoggio, il magistrato l'ha denunciata per diffamazione a mezzo stampa. Ha denunciato una vittima, una donna vittima di violenza, una donna che si era rivolta a lui in fiducia. Siccome il procedimento porta lo stesso numero di quello avviato dal marito di lei, che l'ha a sua volta denunciata per il medesimo motivo, sottoporrò la questione al Consiglio Superiore della Magistratura, per verificare se questo giudice si sia accordato con l'imputato per fare causa comune contro la mia assistita. Che ricordo, in tutta questa vicenda, è la vittima».

Nel frattempo, appunto, il giudice è stato ricusato dal caso.

Non ha sortito nessun effetto, inoltre, la lettera inviata alla presidente Boldrini. «La sua segreteria mi ha contattato dicendomi che la presidente altro in più non poteva fare se non sensibilizzare la cittadinanza sul tema della violenza contro le donne tramite convegni, come sta già facendo» conclude l'avvocato Miraglia.


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